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Mercati obbligazionari emergenti: Russia-Messico-Ungheria |
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La crescita del PIL russo e' attesa superiore al 6% nel 2006. L'inflazione rimane elevata, attesa oltre il 10%. Il rilevante surplus di bilancio consente al governo di rimborsare anticipatamente USD 22Mld al Club di Parigi, riducendo il debito ad appena l'11% circa del PIL a fine anno. Per la stessa scadenza il Fondo di Stabilizzazione (USD 89Mld) dovrebbe arrivare allo stesso livello del debito. Ad inizio settembre S&P ha alzato il rating da BBB a BBB+, mantenendo l'Outlook Stabile. La Banca Centrale messicana ha lasciato i tassi d'interesse invariati al 7%, evidenziando le attese di una robusta crescita economica nei prossimi trimestri. Il PIL e' atteso attorno al 4% entro fine anno, ma potra' risentire del rallentamento dell'economia USA, che resta il principale sbocco delle esportazioni messicane. In salita l'inflazione, al 3,7% contro il 3% previsto. Nella valutazione generale la debolezza politica - che permane nonostante la conferma della vittoria delle elezioni di Felipe Calderon - viene superata dai buoni fondamentali macroeconomici. La situazione politica turbolenta in Ungheria ha ulteriormente indebolito l'esecutivo. Seri dubbi da parte degli osservatori e delle agenzie di rating sulle effettive capacita' di attuare le riforme economiche necessarie all'ingresso in Eurolandia. Alla luce dell'indebolimento del fiorino, la Banca Centrale ha deciso di alzare il tasso di policy al 7,75%, per il timore di un rialzo dell'inflazione nel 2007.
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